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La tematica di Francisco Bertipaglia si sviluppa sempre nel trauma del disfacimento ecologico morale. Ponendoci il problema del mondo moderno e tecnologico che contribuisce ad un continuo e struggente isolamento. La violenza, la guerra, la droga, l’ecologia e l’AIDS sono argomenti che il Bertipaglia il Bertipaglia dipinge per denunciare violentemente la condizione triste e angosciosa dell’umano, nelle opere dedicate a questi temi il Bertipaglia non concede tregua, non dà senso di riscatto, denuncia il dramma irrisolvibile dell’io perso cosi disperatamente. I suoi quadri sembrano estrapolati dai terribili gironi danteschi; l’Inferno non è solo fantasia ma è la terribile condizione di vita che l’uomo ha prodotto per altri uomini. Il valore di queste opere sta nel fatto che Francisco Bertipaglia, pur denunciando apertamente queste situazioni, accarezza un arte tecnicamente ineccepibile, questi personaggi cosi devastanti per sollevarli e aiutarci a considerarli vittime. Essendo lo stesso pittore sensibile poetico si concede alcune alternative dipingendo altre tele, dove i rossi sangue si trasformano in tenui rosa dove i grigi freddi diventano blu, dove il suo disegno rabbioso si trasforma in un delicato ricamo e sembra trasformarsi nell’altro miracoloso racconto dantesco: “il Paradiso” Volti di donne angeliche, di farfalle libere, giochi di lotte tra animali, sono altri temi che il Bertipaglia dipinge. E’ in questi quadri intrisi di delicata sensibilità che il Bertipaglia vede con ottimismo il proseguimento della vita.

Pericle Fazzini